CAPPUCCIO BIANCO

Prezzo al Pezzo (ca. 1 Kg)

Coltivato da Miss Freschezza

Prezzo al Pezzo (ca. 1 Kg)

2.00

Di forma sferica e globosa può raggiungere fino a 3 kg di peso, nel cappuccio come anche per la verza la parte edule è rappresentata dalla testa detta anche cappuccio o palla che è costituita da un insieme di foglie sovrapposte l’un l’altra e ben serrate. Il loro colore varia dal verde al verde chiaro, a volte con qualche leggero riflesso violaceo.

Il termine cavolo deriva dal greco kaulós che significa gambo, stelo. Il centro primario di origine del cavolo cappuccio è una area che comprende l’Est Europa e l’Asia Minore. Gli antichi Greci tenevano in grande considerazione le prime forme selvatiche di cavoli e credevano che erano un dono degli Dei.
I Celti e poi i Romani diffusero i cavoli in tutta Europa. Infatti il termine latino Brassica è derivato dalla parola celtica bresic che significa cavolo. I colonizzatori spagnoli portarono i cavoli con loro nel Nuovo Mondo ed i nativi adottarono subito la nuova coltivazione. I cavoli da foglia (cavolo cappuccio e cavolo verza) sono stati portati in Nord America (Canada) dall’esploratore francese Jacques Cartier nel suo terzo viaggio nel 1541. La maggior parte delle cultivar usate negli USA al giorno d’oggi discendono dai tipi originariamente cresciuti in Germania, Danimarca e Paesi Bassi. Attualmente sono molto apprezzati e consumati nei paesi del nord – est Europa dove vengono anche coltivati nei periodi più miti, mentre per l’Italia la coltivazione è praticata perlopiù nelle regioni del sud come Puglia, Lazio, Campania e Calabria.

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Ottobre
Novembre
Dicembre

In generale i cavoli sono molto ricchi in acqua (contenuto maggiore del 90%), presentano un buon contenuto in vitamina C (circa 60 mg/100g), potassio (350 mg/100g), fosforo (70 mg/100g) e calcio (45 mg/100g); contengono fibra e non hanno colesterolo. Inoltre, contengono diversi composti solforati che producono il caratteristico odore durante la cottura e causano qualche difficoltà di digestione; tra questi composti troviamo però anche i glucosinolati (glucorafanina, sinigrina…) che sembrano svolgere un’azione antitumorale. Tra i glucosinolati è particolarmente importante la glucorafanina, che dopo l’ingestione viene metabolizzata in sulforafano; il sulforafano possiede proprietà antiossidanti, antinfiammatorie, cardio-protettive, antibatteriche, ma soprattutto svolgere un’azione di prevenzione verso alcune forme di tumori (cancro al colon, al retto, allo stomaco, alla prostata e alla vescica), nonché dell’ulcera gastrica e delle coliti.

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